«e la Luce nella tenebra brilla, e la tenebra non l’ha sopraffatta»

Battistero Duomo Milano

Cristo Signore è risorto! Rendiamo grazie a Dio!

Con questo annuncio al tempo stesso festoso e solenne si è sciolto il silenzio che era calato nel Venerdì santo al momento della morte del Signore.
Quel silenzio che ci assorda e qui assaporiamo la gioia nuova, anche se la Pasqua è sempre quella, si celebra alla stessa maniera, i riti liturgici non cambiano perché dicono la lunga fede e la lunga tradizione della Chiesa.

Forse siamo noi che dovremmo cambiare, forse siamo noi che giungiamo a Pasqua diversi, forse siamo noi che abbiamo perso lo slancio nell’annunciare il Crocifisso risorto.

Mentre scrivo mi viene in mente una cosa: la risposta all’annuncio della risurrezione credo che mai come quest’anno lo abbiamo ripetuto quando abbiamo saputo di persone amiche, persone care che hanno vissuto una prova e ne sono usciti vincitori.
Quel «Rendiamo grazie a Dio» dice che in noi vi è una speranza, magari recondita, magari mai detta a parole, ma una speranza che conservavamo nel cuore, quasi una certezza che Dio non ci avrebbe abbandonati sul Golgota.

Cristo è risorto: dalla Pasqua si origina la vita della Chiesa, la vita dei sacramenti che in questa notte abbiamo celebrato, eucaristia e battesimo; ecco come la liturgia ci prende per mano e ci accompagna in questi giorni dell’Ottava, una lunga giornata nella quale siamo chiamati a renderci sempre più conto, per quanto possiamo, della grandiosità della Risurrezione.

In questi giorni avremo tanti temi su sui riflettere, mi permetto di suggerirne due:

  • il binomio Croce-Risurrezione;
  • andare al fonte battesimale.

Noli me tangere – Milano, Basilica di Sant’Ambrogio, part. Oratorio della Passione

Credo che il giorno di Pasqua faremmo volentieri a meno di contemplare il Crocifisso, ci sembrerebbe fuori luogo, inappropriato; invece se vogliamo tentare di meditare sulla Risurrezione dobbiamo guardare ancor di più alla Croce, perché è da li che tutto parte, è da lì che tutto ha senso; altrimenti credo che non potremmo dire con la stessa forza di fede il «Rendiamo grazie a Dio».

L’andare al fonte è un tema tipicamente ambrosiano, Sant’Ambrogio scrive il suo trattato sui sacramenti e invita ad andare al fonte e a guardare ciò che avviene, in questa settimana sono proposti due schemi di messe quotidiane, tra cui un formulario «per i battezzati» perché si possa ancor maggiormente approfondire questo tema di catechesi.

Allora prendiamo questo impegno in questi giorni: andiamo al fonte, guardiamo a ciò che li è avvenuto  e poi guardiamo il Crocifisso e il tabernacolo: uniti croce e risurrezione e poi un ultimo sguardo, ma non ultimo, al cero pasquale, segno di quella luce che ha infranto le tenebre perché si potesse dire:

Cristo Signore è risorto!

Auguri a tutti voi!

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